
Il naturale disincanto che scaturisce dall’età non più giovane mi ha reso piuttosto restio ad avere un colpo di fulmine per un essere umano di sesso opposto al mio, come invece succedeva in passato. Per buona sorte del mio animo sensibile, è viceversa immutata la mia reazione a certi luoghi il cui fascino mi strega non appena ci metto piede (o la chiglia). Un occhiata, due passi, e subito penso: è il mio posto!



È andata proprio così a Enkhuizen (pronuncia Encàusen), un delizioso paese sulle rive di quello che un tempo fu lo Zuiderzee, letteralmente il Mare del Sud, nei Paesi Bassi. All’inizio del Novecento, quando per fermare le continue inondazioni e aumentare la superficie coltivabile (allora fattore fondamentale dell’economia nazionale), gli olandesi costruirono l’enorme diga che ha sbarrato l’accesso al Mare del Nord, lo Zuiderzee è improvvisamente diventato uno dei laghi più grandi d’Europa. Ha perso per giunta la sua salinità a causa dell’apporto di acqua dolce dei fiumi che vi sfociano e che, grazie alla sua minore densità e quindi minore peso, ha modificato la composizione idrica del bacino.



Tutto ciò ha ovviamente causato uno sconvolgimento totale del tessuto economico della zona, che fino ad allora aveva vissuto principalmente di pesca, soprattutto di aringhe, e di tutto l’indotto: dalla cantieristica navale alla lavorazione e commercio del pescato. Oggi Enkhuizen vive soprattutto di turismo, anche nautico, grazie alla notevole disponibilità di ormeggi di cui dispone. Quando arrivo, dopo aver passato la chiusa che dal Markermeer immette nell’IJssermeer, cerco un posto nel porto antico, dove sono ormeggiate diverse barche d’epoca olandesi, quelle con le derive mobili laterali un tempo usate, oltre che per la pesca, per il trasporto delle merci. Purtroppp i posti sono tutti occupati, quindi ripiego sul grande marina, molto bello e comunque a soli cinque minuti a piedi dal centro storico.



Tra le attrattive del paese c’è lo Zuiderzee Museum, un museo davvero particolare la cui visita richiede molte ore: e le merita tutte. È composto da due realtà distinte: una al chiuso, ospitata in un elegante e antico palazzo, dove sono custodite alcune imbarcazioni d’epoca e diversi reperti, da abiti a strumenti da lavoro, che illustrano la vita nello Zuiderzee nei secoli passati. L’altra, all’aperto, è qualcosa di veramente incredibile. I curatori della struttura hanno ricostruito un antico villaggio trasferendo abitazioni e officine in muratura da diversi paesi qui attorno, ricreando diverse epoche in altrettante zone dell’area museale. È possibile quindi entrare in una casa ottocentesca e in una falegnameria nautica di primo Novecento, il tutto arricchito dalla presenza di figuranti che svolgono effettivamente i mestieri della bottega in cui si trovano. Un vero e proprio tuffo nel passato!



Ma Enkhuizen è soprattutto un incantevole agglomerato di case antiche e canali tenuto in modo impeccabile, non come una reliquia ma come una cittadina viva, vissuta e perfettamente funzionante secondo tutti i crismi della modernità della nostra epoca.
Passeggiando per i suoi vicoli, la domanda che sorge spontanea é: perché non tutto il mondo è così? La risposta, probabilmente va cercata nell’animo del popolo che abita questa bellissima e civilissima nazione.
Mi sto innamorando? Mi sa di sì!












































































