L’importanza dell’orizzonte – Giovanni Malquori

"Chissà... magari un giorno, arrivando da rotte diverse, torneremo qui."

C’è un comune denominatore che unisce i grandi navigatori, ed è l’umiltà. Non quella modestia di maniera propria di chi si mescola con i comuni mortali come il marchese del Grillo a un tavolo di osteria, ma l’umiltà che scaturisce dalla consapevolezza dei propri limiti di fronte alle avversità del mare, la semplicità di chi sa che ogni oceano è un caso a sé e come tale va affrontato, senza sufficienza ma anche senza eccessivi timori. Giovanni Malquori è certamente fra questi, e lo è dall’alto della sua esperienza: una navigazione intorno al mondo durata venti anni esatti.

Partito alla soglia dei quarant’anni inseguendo i sogni di bambino, è rientrato a quasi sessanta dopo un periplo completo del globo, con ancora negli occhi quella luce che l’aveva spinto a lasciare l’Italia per traversare l’Atlantico. La storia di un uomo normale che però ha osato dirigere la prua là dove sentiva che qualcosa lo chiamava. Un uomo che ha saputo coniugare il suo sogno con la vita normale, fatta di lavoro, famiglia, figli da crescere, alternandosi con sapienza lungo le due direttrici della sua esistenza. La ragione e la passione, per dirla con Khalil Gibran: perché senza cuore non si parte ma senza testa non si torna. O come più prosaicamente recitava una vecchia pubblicità degli pneumatici Pirelli: la potenza è nulla senza controllo.

Fra interminabili traversate e lunghe soste in posti incantevoli, spesso perfettamente aderenti all’iconografica più classica dei mari del sud, con questo libro l’autore ci porta a bordo con lui su Papayaga, una vecchia barca a vela, piccola e modesta ma grande per prestazioni, dove si può scoprire che il sogno di cui stiamo leggendo è anche a buon mercato: non serve essere ricchi. Serve però essere in gamba e riuscire a far quadrare tutto; magari anche con un pizzico di fortuna, che non guasta mai. Sì, perché parliamo di un giro del mondo fatto con un budget davvero limitato; l’antitesi di quelli che senza l’ultima costosissima diavoleria elettronica non osano neanche andare in Sardegna.

Ho avuto il piacere di ospitare Giovanni Malquori al Mare sul Divano, il salotto culturale del mare che da alcuni anni organizzo a casa mia, e lui, con semplicità e naturalezza, ha incantato le circa quaranta persone che lo ascoltavano in silenzio. Ha raccontato di nuotate in mezzo alle balene, di avarie capitate nel peggiore dei momenti, di interazioni amichevoli con popolazioni culturalmente molto distanti da noi; sempre con umiltà.

Un libro che tutti devono leggere: i giovani, per imparare a sognare, i vecchi per capire cosa si sono persi nella vita a non avere osato.