Gli innamoramenti – Javier Marías

"Ci si abitua a vivere dipendendo dall'opportunità che non arriva, tranquilli in fondo, al sicuro e passivi, increduli in fondo che possa mai presentarsi."

Marías è uno di quegli autori che compro quando non ho le idee chiare su cosa ho voglia di leggere: perché so che non tradisce, so già che mi piacerà da morire, che mi trascinerà nei suoi racconti e nelle sue riflessioni. E con lo stile elegante della sua scrittura, una vera e propria esplosione di ipotassi.

Gli innamoramenti è una disamina profonda di alcune relazioni amorose che si intersecano fra loro (ma non nel senso del tradimento) e che l’autore fa assurgere a paradigma dei rapporti sentimentali che legano gli uomini e le donne fra loro, condendo la narrazione con una vicenda che assume i toni del giallo man mano che la lettura procede.

Marías sa, come pochi, scavare nell’animo umano più profondo per leggervi dentro e mostrarci, dopo tutto, noi stessi. E lo fa con un passo lento ma inesorabile, che ci cattura con le sue mille e acute digressioni, e ci fa quasi implorarlo di andare avanti, di svelarci l’evoluzione di una storia che fino all’ultima pagina resta aperta a tutte gli epiloghi possibili.

Intorno all’amore, in questo bellissimo romanzo, gravitano la gioia, la memoria, l’oblio, la vergogna, la colpa, le debolezze umane, il dolore, la sofferenza, la menzogna e anche la morte, che mescola le carte in modo più oscuro delle iniziali apparenze. Ad arricchire ulteriormente le pagine del libro, un’enorme quantità di citazioni letterarie che sono vere e proprie analisi critiche.

Un cuore così bianco – Javier Marías

"Ciò che sentii quella notte dalle labbra di Ranz non mi sembrò veniale né mi sembrò ingenuo né mi provocò sorrisi, ma mi sembrò passato. Tutto lo è, anche ciò che sta accadendo."

Javier Marías è assolutamente un fuoriclasse. Non solo per uno stile di scrittura elegante e raffinato ma anche per la sua straordinaria capacità di lanciarsi in divagazioni, apparentemente fuori contesto, la cui funzionalità alla narrazione si svela al lettore mano mano che le pagine avanzano.

Un cuore così bianco è un romanzo sul segreto e sulla sua custodia, sul tradimento, sul dolore, sul senso di colpa, sul dubbio. Ma è anche un racconto sulla fiducia che accordiamo alle persone quando le mettiamo a parte di un nostro vissuto mai svelato prima.

Il tema centrale diventa così l’opportunità o meno di dirsi tutto all’interno di contesti di coppia o familiari; non a caso i due protagonisti lavorano come interpreti, aiutano cioè a comunicare persone che altrimenti non potrebbero. Il dubbio persiste anche quando si è girata l’ultima pagina del libro che, va detto, riesce a mantenere il distacco morale dalle vicende rimanendo scevro da qualunque giudizio.

Un cuore può restare bianco, puro, secondo Marías e secondo Shakespeare che fa pronunciare a Lady Macbeth la frase che dà il titolo a quest’opera, anche a seguito di un terribile fatto criminale. O forse dirlo è solo il modo per alleggerire la coscienza da ciò che essa stessa non riuscirebbe a sopportare.

Domani nella battaglia pensa a me – Javier Marías

Difficile esprimere un giudizio netto su questo libro. È un genere di romanzo che amo molto, quello in cui la trama fa quasi da sfondo a digressioni e riflessioni dell’autore che descrive così, con minuzia, quello che i suoi occhi e la sua mente percepiscono di una scena, di una persona, di un contesto. A patto, ovviamente, che si tratti di digressioni e riflessioni funzionali alla narrazione ma soprattutto interessanti.

Le prime e le ultime cinquanta pagine del libro sono davvero eccellenti: le prime catturano immediatamente, soprattutto cattura la mente fervida di chi le ha concepite; le ultime tengono appeso il lettore con una buona dose di suspense e alcuni colpi di scena che cambiano la prospettiva generale dei fatti e dei personaggi.

In mezzo, tante pagine davvero poco avvincenti, che si reggono grazie alla poderosa scrittura dell’autore ma che non coinvolgono, e a tratti sembrano quasi un esercizio di stile fine a se stesso.
Vince ma non convince, per usare una metafora sportiva.