Bilancio di due settimane di navigazione

Sembra incredibile, ma da che sono partito, due settimane fa, è la prima volta che mi trovo da solo in un momento di relax e con la possibilità di buttare giù due righe di riflessione e di bilancio di questa prima parte della navigazione.
Finora sono stato molto indaffarato a mettere a punto Piazza Grande, cosa che non sono riuscito a fare prima di partire e poi ad inseguire, si fa per dire perchè ora sono più avanti io!, Francesca e Giovanni che hanno una barca molto più veloce della mia. E’ la prima volta che navigo di conserva con qualcuno per così tanto tempo e credo continueremo ancora per un po’, probabilmente fino alle Sporadi settentrionali, poi loro andranno ancora più a nord, verso la Calcidica, mentre io proverò ad affrontare i Dardanelli ed il Mar di Marmara fino ad Istanbul. E’ piacevole navigare con loro, sono molto carini con me, quando siamo in navigazione mi chiamano via radio per sapere come sto, rallentano per aspettarmi, a volte mi invitano a cena e spesso discutiamo insieme la rotta, che è un modo di confrontarsi e di evitare scelte sbagliate. Sono al loro terzo lungo viaggio in Grecia, vivere di rimando la loro esperienza mi è molto utile. E poi sono anche tutti e due simpatici, il che non guasta!

Stamattina è sbarcato Thomas che ha fatto con me da Messina a Patrasso, compresa la traversata dello Ionio, andata piuttosto allegrotta in circa 38 ore. Non era molto convinto di scendere, nè molto attratto dalla prospettiva di riprendere un ritmo ed uno stile di vita che, come lui stesso mi ha ben spiegato, gli stanno piuttosto stretti. Appena è sceso mi sono messo in rotta e dopo circa un’ora sono passato, previo avviso via radio all’autorità che lo gestisce, sotto il ponte che unisce il Peloponneso con il resto della Grecia. Fa un po’ impressione, si ha il timore, certo infondato, che l’albero rischi di non passarci. Ma credo sia molto più alto di quello che sembra. Piuttosto che entrare in porto e passare un’altra notte fra la musica a tutto volume dei bar sulla banchina, mi sono messo alla fonda in una rada deserta a pochissime miglia da Corinto, domani mattina scenderò a terra per un po’ di giretti vari, lavanderia e acquisto di carta sim greca, poi via verso l’Egeo attraverso il canale.

Nei prossimi giorni navigherò di nuovo da solo, cosa che decisamente mi piace, pur non disdegnando affatto la compagnia quando c’è. Sono due modi diversi di andare per mare, da solo ho un rapporto più profondo col mare, con la barca e anche con me stesso. Non mi capita mai di annoiarmi, di cose da fare ce ne sono tantissime, dalla gestione della navigazione, dalla traina alla lettura o al semplice godimento del momento. In compagnia, invece, si apprezzano le lunghe chiacchierate e la divisione dei lavori da fare a bordo e anche una birra al bar quando si scende a terra.
Sono perfettamente in linea con la tempistica prevista, avevo calcolato spannometricamene una settimana fino a Messina, una fino a Corinto, una per risalire l’Egeo ed una per i Dardanelli ed il Mar di Marmara. Purtroppo sono partito con parecchio ritardo a causa degli strascichi di inverno che quest’anno maggio ci ha regalato e quindi entro in Egeo quando ormai la stagione del Meltemi è alle porte. Se si mette subito a soffiare forte c’è l’eventualità che non riesca a risalire verso nord e debba quindi rinunciare ad Istanbul. Se da un lato mi dispiace, ci tengo parecchio a tornare in questa bellissima città (fosse solo per ricomprare i Levi’s 501 perfettamente imitati a 14 euro presi 3 anni fa ed ormai consumati), dall’altro le tante isole e isolette che ci sono da queste parti offrono un ventaglio di alternative sconfinato e meraviglioso.

Il bilancio di queste prime due settimane è positivo, nessun intoppo serio, tutto è filato liscio. Tuttavia, complice anche il ritmo serrato delle giornate, sento che stasera, in questo incantevole scenario, sto veramente staccando la spina per la prima volta. Forse anche perchè non ho connessione Wifi e quindi Facebook a propormi le consuete interazioni telematiche con gli amici sparsi per il mondo. Qui mi rapporto esclusivamente con la natura, il mare, il vento e, di tanto in tanto, con qualche tonno che non troppo volentieri si lascia invitare a cena e finisce inevitabilmente a carpaccio (solo oggi due, entrambi sui 2 kg). Per il resto, l’ultimo frinire delle cicale dietro la scogliera, il sole che cala verso l’orizzonte, il faro che manda i suoi primi bagliori ai naviganti (quei pochi non ancora dotati di gps), qualche gabbiano che… boh, come fanno i gabbiani?, starnazza ed il dolce cullare della leggerissima onda sotto la barca.

E’ un momento magico, di quelli che restano impressi, di quelli che segnano la mente ed il cuore. Proprio ora sta passando un’altra barca, la vedo in controluce, un’ombra scura davanti al sole. Ma tira dritto, se ne va forse a cercare il suo spicchio di pace in questo mare rasserena e dona tranquillità interiore.

3 pensieri su “Bilancio di due settimane di navigazione

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