Perdika

Sono capitato per caso a Perdika, lato sud di Egina. Volevo fermarmi in rada, ma c’era mare, sono entrato in questo piccolo porticciolo trovando un incanto che non mi aspettavo. Poche barche, banchina mezza vuota, una schiera di taverne illuminate a fare da cornice notturna.
Per andare a terra, dato che non avevo voglia di tirare fuori la passerella dagli sprofondi del gavone dove si trova, ho filato la catena, cazzato le cime di poppa, sono saltato a terra e ho recuperato catena col telecomando. Il contrario per risalire. Fichissimo!
Domani vado verso Capo Sunio, ho appuntamento con Francesca e Giovanni che nel frattempo sono andati ad Atene a trovare alcuni amici. Come dice il proverbio? Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Beh, io di fare il duro non ho nessuna voglia, ma mi sa che mi tocca farlo per forza. Capo Sunio è uno dei passaggi più tosti di tutto il viaggio;  imprescindibile, è sulla rotta, non si può evitare. Sono pronto a prendere randellate, speriamo non facciano troppo male!

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