Jezabel – Irène Némirovsky

Profumi e balocchi in versione letteraria, la celebre canzone strappalacrime del 1928, ovvero lo stereotipo della donna ricca e senza cuore, presa solo da se stessa e dal suo desiderio, ossessione in questo caso, di apparire bella, di piacere. La paura di invecchiare che assurge al patologico, il rifiuto dell’età come rifiuto di sé, porta Gladys, la protagonista del romanzo della Némirovsky, a passare sopra a tutto, affetti in primis, come un buldozer, per giungere dove Dorian Gray è giunto pagando il prezzo che tutti sappiamo.

Il fascino come arma e l’omicidio come catarsi o come fuga dalla realtà, dal tempo che scorre, accomunano Gladys e Dorian, ma direi che le analogie si fermano qui, il valore letterario delle due opere è assolutamente incomparabile, Oscar Wilde ha tutt’altro spessore. Jezabel intrattiene ma nulla di più, cerca ripetutamente il colpaccio, ma è un colpaccio già ammiccato nelle prime pagine, non riesce a sorprendere come vorrebbe, almeno non un lettore del XXI secolo, non dimentichiamo che il libro è del 1936, ha cioè 80 anni.

Lo stile è essenziale, dialoghi, soprattutto dialoghi, poche le descrizioni e piuttosto sommarie ed un linguaggio non molto ricercato; ha comunque il pregio di una discreta scorrevolezza, anche se non sempre riesce a mantenere alta l’attenzione, soprattutto nei punti dove si intuisce anticipatamente il contenuto della pagina successiva.

Se sintetizzando al massimo Guerra e pace, Woody Allen diceva che parla della Russia, di Jezabel si può dire che anche i ricchi piangono, ma i poveri forse di più.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...