Arrendetevi!

Arrendetevi. Non siete circondati, come dicono nei film di terz’ordine, ma arrendetevi lo stesso, tanto comunque non avete scampo. Soccombere e morire è l’unica alternativa alla vostra resa. Il nemico è soverchiante, arrendetevi prima che vi distrugga. Arrendetevi e, in cambio di una decorosa sottomissione, avrete salva la vita. Forse. O forse no, ma che importa; voi arrendetevi a prescindere.

Arrendetevi, anche voi neri del Sudafrica dell’apartheid, accettate la superiorità dell’uomo bianco. Non sarà una superiorità genetica, come sostiene chi vi ha reso schiavi, ma una superiorità di forze sicuramente sì. Quindi accettate la vostra condizione di inferiori, una situazione tutto sommato auspicabile di fronte all’eventualità di essere annientati anche fisicamente. Avrete bagni e autobus solo per voi, un privilegio, no? In fondo vi si chiede solo di restare tranquilli e servire il vostro padrone, ossequiarlo, riverirlo.

Arrendetevi, voi ebrei degli anni Trenta e Quaranta del Novecento, senza alcuna possibilità di contrastare la forza bruta dei nazisti. Accettate il vostro destino, non complicate le cose ai vostri carnefici e non turbate la quiete delle famiglie europee, soprattutto quelle perbene. Incamminatevi disciplinatamente verso i campi di sterminio, fate quello che vi viene detto di fare. Certo, a Roma, Kappler vi aveva promesso la salvezza se aveste consegnato cinquanta chili d’oro entro tre giorni ma poi, intascato il prezioso carico, si è immediatamente rimangiato la parola deportandovi tutti. Ma tanto, per voi, cosa è cambiato? È comunque la camera a gas il vostro destino.

Arrendetevi, voi indiani d’America, ricacciati sempre più a ovest dall’avanzata degli invasori europei. Sarete decimati dai fucili e dalle malattie sparse ad arte con coperte infette, imbrogliati da accordi che la controparte, con pretesti fasulli e cavilli che voi non potevate comprendere, non rispetterà mai; quindi arrendetevi. Alzate le mani in alto, anche se vi spareranno lo stesso: come a Wounded Knee, come sul Sand Creek. Fate risparmiare le pallottole ai cecchini che vi puntano, abbiate almeno la compiacenza di fare questo. Lo so, gli uomini saranno scalpati e le squaw violentate, ma un po’ di esuberanza da parte del vincitore va messa sempre in conto.

Arrendetevi, tutti voi che per secoli avete subito la dominazione delle potenze coloniali, la protervia di uomini ignoranti e rozzi che a casa propria contavano zero ma nella vostra diventavano improvvisamente qualcuno. Accettate le loro usanze, le loro leggi, le loro abitudini, la loro architettura, la loro cultura, il loro governo. Non sfidate mai il potere da essi costituito, rassegnatevi a fare ciò che vi viene ordinato di fare: con malagrazia, quando va bene, con violenza negli altri casi. Anche se vi umilieranno davanti ai vostri figli, se non rispetteranno la vostra età, la vostra educazione, il vostro ruolo sociale. Fate ciò che vi viene detto di fare, senza agitarvi, senza protestare. Senza ribellarvi mai. Sentitevi gratificati di essere il loro esotico zimbello.

Arrendetevi, voi popoli senza terra, schiacciati da assurdi nazionalismi, stritolati da un’idea di stato-nazione troppo ristretta per contenervi, messi a margine da altri popoli più numerosi, più ricchi, più forti, più organizzati a tracciare confini che vi comprendessero senza per questo riconoscervi per ciò che siete. Dimenticate la vostra lingua, le vostre tradizioni, il vostro passato. Scordate la vostra identità e fate vostra quella di chi detiene il potere. Ne va del vostra stessa sopravvivenza, anche se ne verrete fuori completamente snaturati.

Arrendetevi, voi che avete avuto la sfortuna di nascere in un paese debole, in un momento in cui il capo di un paese vicino, forte, aveva fame di potere, di ricchezza, di terra, di vanagloria. O anche solo voglia di distruggere le vostre case, le vostre vite. Rassegnatevi a essere insignificanti microbi di fronte all’avanzata inarrestabile di un nuovo impero: Romano, Barbaro, Cinese, Bizantino, Arabo, Ottomano, Mongolo, Spagnolo, Portoghese, Britannico, Austro-Ungarico, Russo, Sovietico, di nuovo Russo. Arrendetevi. La Storia non si arresta, la Storia si subisce e basta, non si fa.

Arrendetevi, perché da noi è quasi primavera e con la bella stagione ribellarsi e combattere non sta bene: il rumore degli spari è molesto e gli schizzi di sangue, anche se arrivano semplicemente dalla TV, sporcano i germogli sui rami degli alberi.
Arrendetevi all’ignavia, all’indifferenza, all’accidia: queste sì che vi circondano in modo inesorabile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...