Autore: Luciano Piazza
Ci siamo quasi…
Si salpi chi può!
Armiamoci e partite!
Dopo l’ultima e dolorosa defezione per cause di salute, l’equipaggio di Piazza Grande per il viaggio di andata si riduce al sottoscritto. Minni futtu, come dicono a Bergamo alta, e parto lo stesso, in solitario. Prua a est, direzione Istanbul, se ci arrivo bene, se non ci arrivo mi fermo prima e va bene lo stesso. Alla prima finestra di tempo buono della prossima settimana mollo gli ormeggi.
Shopping editoriale
1) Novembre alle porte, Chaim Potok
Non ha bisogno di presentazioni, preso perchè spesso mi sento coccolato leggendo Potok. Servirà per le lunghe navigazioni, o per le notti in rada.
2) Mi chiamavano montanaro, Alex Bellini
L’ho sfogliato, puzza di ghost writer, ma il tizio mi sta simpatico per la sua caparbietà e poi la sua impresa, folle ma vera, rende il viaggio che sto per compiere molto ordinario, quindi rilassante.
3) P’aca y p’alla, Francesca Carignani.
E’ il nome della barca con cui Francesca va a zonzo per l’Egeo, il libro me l’ha dato lei, m’ha pure dato un po’ di dritte per la rotta, io in cambio le insegno la differenza fra il teflon e i taglieri Ikea.
4) Il mare di Icaro, Goran Schildt.
L’autore è un architetto finlandese che dalla fine degli anni ’40 ha navigato tutte le estati in Mediterraneo con la sua barca a vela. Di lui ho letto Vent’anni di Mediterraneo, uno splendido affresco su un mondo fatto di piccoli villaggi di pescatori divenuti poi negli anni centri vacanza strangolati dal turismo. M’è piaciuto talmente tanto che questo, appena pubblicato, l’ho preso ad occhi chiusi. Aprendolo mi sono accordo che parla di una navigazione verso Istanbul, perfetto quindi per me!
Penelope…
Remigio Zena
Ho comprato questo libro un paio di anni fa, quando già il tarlo di navigare fino al Bosforo mi rodeva dentro; preso e messo là, tra i tanti libri in attesa di essere letti. La lettura sorprende per la freschezza, lo stile molto informale, decisamente inconsueto per l’epoca, ed è anche molto interessante anche dal punto di vista del navigante: sebbene Zena non sia un marinaio esperto, il suo resoconto delle giornate di bonaccia o di burrasca, l’elenco delle difficoltà e dei disagi patiti, le scelte di rotta effettuate, sono valide ancora oggi, 140 anni dopo. 140 anni, impressionante! La Turchia moderna di Ataturk era di là da venire, ben dieci lustri dopo, e il pascià ottomano regnava e si sollazzava nel suo harem, protetto dai giannizzeri nel suo palazzo bianco sulle rive del lato europeo della città.
140 anni dopo Remigio Zena, che in realtà si chiamava Gaspare Invrea ed assunse questo pseudonimo per questa ed altre sue pubblicazioni, eccomi qua, con una barca di dimensioni analoghe ma sicuramente attrezzata in modo più confortevole, pronto, o quasi, a salpare per la medesima destinazione. Porterò con me questo libro, ovviamente non solo questo, sicuro che ne sfoglierò di nuovo le pagine durante le settimane di navigazione. Troverò un mondo
diverso, ma il vento che gonfierà le mie vele sara lo stesso ed il mare, ne sono certo, mi riempirà come sempre il
cuore di gioia.









