Novella degli scacchi – Stefan Zweig

Amo i romanzi lunghi, ma ogni tanto mi imbatto in deliziose eccezioni, come questo; una via di mezzo fra il racconto e il romanzo breve.
Scritto con una prosa chiara e semplice, pur senza nulla cedere alla banalizzazione, mostra tutti i segni della narrazione affabulatoria, quella riservata generalmente ai grandi scrittori.
Ne è stato tratto un film nel 1960 e nei prossimi mesi è prevista l’uscita di una nuova edizione cinematografica.
Ricco di metafore umane e politiche, credo abbia ispirato in qualche modo La variante di Luneburg di Maurensig.

Scialomm Mussolini – Marina Collaci


Un gruppo di contadini e servette semianalfabeti pugliesi, guidati da un santone appena poco più istruito di loro, leggendo la Bibbia per proprio conto resta affascinato dalla scoperta degli ebrei, popolazione che ai loro occhi assurge a depositaria dell’antica e più pura essenza del messaggio di Gesù.
Convinti che gli ebrei siano ormai estinti, decidono di riesumarne la religione, e quando un emigrato italo-americano rivela loro che Europa e America ne sono piene, scrivono al rabbino di Roma per chiedere di essere circoncisi e convertiti.
Tutto bello, peccato che siamo nel 1938, anno delle leggi razziali che hanno condotto migliaia di ebrei italiani ai campi di concentramento nazista. Loro però, sono fedeli anche a Mussolini, che non mancano di onorare con le loro preghiere.
Divertente, ironico, colto. Ma soprattutto, e incredibilmente, ispirato a una storia vera.

L’ancoraggio in rada – Alessandro Borgia

Ecco un libro che tutti dovrebbero avere a bordo, indipendentemente dal livello di abilità marinara.

È didattico, storico, reminescente, interessante, curioso, utile, esaustivo.
Trecento pagine in cui viene eviscerato tutto lo scibile umano in fatto di ormeggi e ancoraggi.

Ci sono anche un sacco di foto e disegni descritti, fatto con precisione e chiarezza eccellenti, visto che l’autore è un architetto, quindi ha un’ottima mano.

Siccome è stato un grandissimo successo, ne è stata fatta una seconda edizione, riveduta e ampliata.

Last but not least, andrebbe letto perché c’è una bellissima prefazione scritta da me!

Supereroi – Paolo Genovese

Nove decimi di banalità e un decimo, finale, di tragedia. Noia e tristezza, in altri termini.
Lo spunto, le altalenanti vicende di una coppia tra i venti e i quarant’anni, la determinazione nel restare insieme oltre l’ordinaria quotidianità che spegne i rapporti, sembrava interessante, invece…
Peccato, da Genovese mi aspettavo di più: oltre che regista è stato anche sceneggiatore di quel grandissimo film che è Perfetti sconosciuti.
Stavo per scrivere che sembra scritto per portarlo sullo schermo, poi ho scoperto che già è stato fatto. Probabile che il film sia migliore del libro.
Evitabilissimo, decisamente.

Lila – Robert M. Pirsig

Pirsig è famoso per Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, un best seller internazionale, anzi, un long seller visto che sono passati quasi cinquant’anni dalla pubblicazione e continua a vendere.

Lila ne è un po’ la continuazione e ne segue lo schema, che vede alternarsi la narrazione del viaggio con digressioni filosofiche profonde e interessanti. L’ambientazione è una barca a vela che discende un tratto del fiume Hudson, fatto che me lo rende interessante a prescindere.

In realtà la barca è solo un pretesto narrativo, il tema centrale è la definizione del concetto di qualità ma sono talmente tanti gli spunti di riflessione che il libro offre che andrebbe studiato più che letto.

Per ora mi sono accontentato di leggerlo, rimanendo decisamente estasiato di fronte a molte pagine. Se dovessi passare con la barca dalle parti della foce dell’Hudson, magari lo rileggo e lo studio a fondo!

E tu splendi – Giuseppe Catozzella

Non amo i romanzi scritti in prima persona con voce di bambino per l’inevitabile semplificazione sintattica che deve assumere la prosa per essere coerente. Amo leggere anche per il piacere di perdermi nella bellezza della lingua, cosa che nei racconti così impostati inevitabilmente si perde.

Invece alla fine ho apprezzato molto questo libro, soprattutto per l’abilità che ha avuto l’autore nel narrare le vicende personali del piccolo protagonista e le storie del paese della Basilicata dove si svolge la maggior parte dei fatti senza scadere in facili sentimentalismi.

Rivalità di bambini e di adulti, xenofobia, emigrazione, violenza, tradimenti, piccole mafie locali, dolore, corruzione, avidità e tanti altri aspetti della vita di provincia (e non solo).
Un romanzo semplice ma certo non superficiale.

La settimana bianca – Emmanuel Carrère

Decisamente Carrere dà il meglio di sé raccontando storie vere e non inventate come questo breve romanzo. Lo stile è quello suo solito e che amo molto, ma tutto l’insieme appare prevedibile e non riesce a coinvolgere.
Molto bravo l’autore a descrivere gli stati d’animo del piccolo protagonista, trasmettendo al lettore tutto il suo senso di angoscia.
Descrivere l’angoscia sembra essere una cosa che Carrere riesce a fare con particolare maestria: penso a quel gran suo libro che è L’avversario in cui il patos ha un ritmo costante e crescente, e dà un senso di tragica inevitabilità che sgomenta non meno della vicenda stessa.
Tutto sommato evitabile, visti i tanti altri bei libri che ha scritto.