libri
Lettera al padre – Franz Kafka
Mi ha inoltre aiutato a comprendere meglio sia La metamorfosi, letta in adolescenza, che Il processo, letto invece in età adulta, a capire come sia l’insetto orribile che la persecuzione apparentemente inspiegabile siano probabilmente e semplicemente la vita privata ed interiore dell’autore piuttosto che metafore esistenziali rappresentative dell’uomo moderno e del suo senso di inadeguatezza. Ma nel momento in cui tutto ciò ci viene mostrato nella sua nudità, e ciò avviene grazie alla grandezza della mente e della penna di Kafka, esso diviene anche nostro e per tanto in qualche modo universalizzato e tutt’ora attuale.
Decisamente da non perdere!
Shopping editoriale
1) Novembre alle porte, Chaim Potok
Non ha bisogno di presentazioni, preso perchè spesso mi sento coccolato leggendo Potok. Servirà per le lunghe navigazioni, o per le notti in rada.
2) Mi chiamavano montanaro, Alex Bellini
L’ho sfogliato, puzza di ghost writer, ma il tizio mi sta simpatico per la sua caparbietà e poi la sua impresa, folle ma vera, rende il viaggio che sto per compiere molto ordinario, quindi rilassante.
3) P’aca y p’alla, Francesca Carignani.
E’ il nome della barca con cui Francesca va a zonzo per l’Egeo, il libro me l’ha dato lei, m’ha pure dato un po’ di dritte per la rotta, io in cambio le insegno la differenza fra il teflon e i taglieri Ikea.
4) Il mare di Icaro, Goran Schildt.
L’autore è un architetto finlandese che dalla fine degli anni ’40 ha navigato tutte le estati in Mediterraneo con la sua barca a vela. Di lui ho letto Vent’anni di Mediterraneo, uno splendido affresco su un mondo fatto di piccoli villaggi di pescatori divenuti poi negli anni centri vacanza strangolati dal turismo. M’è piaciuto talmente tanto che questo, appena pubblicato, l’ho preso ad occhi chiusi. Aprendolo mi sono accordo che parla di una navigazione verso Istanbul, perfetto quindi per me!
Remigio Zena
Ho comprato questo libro un paio di anni fa, quando già il tarlo di navigare fino al Bosforo mi rodeva dentro; preso e messo là, tra i tanti libri in attesa di essere letti. La lettura sorprende per la freschezza, lo stile molto informale, decisamente inconsueto per l’epoca, ed è anche molto interessante anche dal punto di vista del navigante: sebbene Zena non sia un marinaio esperto, il suo resoconto delle giornate di bonaccia o di burrasca, l’elenco delle difficoltà e dei disagi patiti, le scelte di rotta effettuate, sono valide ancora oggi, 140 anni dopo. 140 anni, impressionante! La Turchia moderna di Ataturk era di là da venire, ben dieci lustri dopo, e il pascià ottomano regnava e si sollazzava nel suo harem, protetto dai giannizzeri nel suo palazzo bianco sulle rive del lato europeo della città.
140 anni dopo Remigio Zena, che in realtà si chiamava Gaspare Invrea ed assunse questo pseudonimo per questa ed altre sue pubblicazioni, eccomi qua, con una barca di dimensioni analoghe ma sicuramente attrezzata in modo più confortevole, pronto, o quasi, a salpare per la medesima destinazione. Porterò con me questo libro, ovviamente non solo questo, sicuro che ne sfoglierò di nuovo le pagine durante le settimane di navigazione. Troverò un mondo
diverso, ma il vento che gonfierà le mie vele sara lo stesso ed il mare, ne sono certo, mi riempirà come sempre il
cuore di gioia.
Dotazione cartacea per l'Egeo
La vera storia del pirata Long John Silver – Björn Larsson
La scelta di Reuven – Chaim Potok
Leggetelo se non avete letto altro di Potok, anzi leggete assolutamente qualcosa di Potok perchè è sicuramente un grandissimo autore. Forse quello dei quattro che mi è piaciuto di più è In principio, non fatevi spaventare dalla mole, sono 6/700 pagine che scorrono via che è una bellezza.
Il danno – Josephine Hart

“
Le persone danneggiate sono pericolose. Sanno di poter sopravvivere. È la sopravvivenza che le rende tali, perché non hanno pietà. Sanno che gli altri possono sopravvivere, come loro.“
Preso casualmente di seconda mano su una bancarella, su consiglio di un amico, in cambio di un euro e poi rimasto a giacere nella piletta dei libri da leggere per parecchi mesi.
Bello, decisamente bello. E’ la storia di una passione più che travolgente, devastante, come solo certe passioni amorose riescono ad essere. Chi ne ha vissuta una sa cosa vuol dire.
Ben scritto, offre riflessioni interessanti e altre ne induce. Un romanzo che prende allo stomaco, come la passione, appunto.
Cattedrale – Raymond Carver
La casa sopra i portici – Carlo Verdone
Il libro trasuda di romanità perduta. Dico perduta perchè è la romanità di una famiglia borghese, una romanità che non esiste più, soppiantata dal macchiettismo coatto alimentato da certi modelli televisivi. Ci sono atmosfere cittadine che ricordo molto bene, un’umanità scanzonata e sorniona ma raramente maleducata, al contrario di oggi dove l’arroganza è il leit motiv che si respira a pieni polmoni nelle strade. C’è il rammarico di Verdone per questa irrimediabile perdita, rammarico che è da tempo anche il mio.
Recentemente sono stato a Palermo, Napoli e Mantova, tre bellissime città cui ho invidiato soprattutto il fatto che fossero abitate da palermitani, napoletani e mantovani, che le botteghe fossero quelle che servono alla vita quotidiana di chi ci vive, che ci fossero il fornaio, il barbiere, la ferramenta, e non una sfilza interminabile di bar e ristoranti ad uso e consumo di visitatori del weekend in arrivo dalla cintura suburbana e turisti occasionali.
Roma è morta, sopravvivono i suoi palazzi e la sua impareggiabile bellezza architettonica, per quanto vituperata dall’incuria e dal saccheggio, fisico e morale. Ma non è più una città, non sono più i romani i suoi abitanti. Ai pochi rimasti, per lo più anziani, restano i ricordi ed il dolore che dà una perdità identitaria così profonda.







