Bastarda!
Bastarda è detta la corrente nello Stretto di Messina che va contraria al flusso principale e crea vortici e fa ribollire il mare. Eccola qua, proprio fra Scilla e Cariddi. Fra queste corrrenti ho passato le estati della mia infanzia, per molti anni, proprio sotto al pilone, allora funzionante, che trametteva energia elettrica fra le due sponde. Tornarci è sempre un piacere, ma anche un tuffo al cuore per le trasformazioni che questo posto ha subito. Allora c’erano ancora i gozzi dei pescatori alati ogni sera con verricelli a mano, quasi una scena di un romanzo di Verga. Oggi qualche chiosco con ombrelloni e sdraio a vendere a caro prezzo i pochi metri rimasti di arenile. Fa un po’ tristezza, anzi ne fa parecchia. Quanlcuno lo chiama progresso, altri degrado. Io propendo per la seconda, viste anche le condizione della spiaggia tutt’attorno alle aree a pagamento rigorosamente delimitate.
Ora in porto, fra il via vai incessante dei traghetti che fanno ribollire il mare peggio della bastarda. Però almeno ho fatto una doccia come si deve, che ogni tanto non guasta!
Buongiorno da Ischia
Chi ben comincia…
In rada, siamo solo io ed un catamarano, domani punto la prua verso Ischia, dove si mangia, si beve e si fischia!
Partito!
Ci siamo quasi…
Si salpi chi può!
Armiamoci e partite!
Dopo l’ultima e dolorosa defezione per cause di salute, l’equipaggio di Piazza Grande per il viaggio di andata si riduce al sottoscritto. Minni futtu, come dicono a Bergamo alta, e parto lo stesso, in solitario. Prua a est, direzione Istanbul, se ci arrivo bene, se non ci arrivo mi fermo prima e va bene lo stesso. Alla prima finestra di tempo buono della prossima settimana mollo gli ormeggi.
Shopping editoriale
1) Novembre alle porte, Chaim Potok
Non ha bisogno di presentazioni, preso perchè spesso mi sento coccolato leggendo Potok. Servirà per le lunghe navigazioni, o per le notti in rada.
2) Mi chiamavano montanaro, Alex Bellini
L’ho sfogliato, puzza di ghost writer, ma il tizio mi sta simpatico per la sua caparbietà e poi la sua impresa, folle ma vera, rende il viaggio che sto per compiere molto ordinario, quindi rilassante.
3) P’aca y p’alla, Francesca Carignani.
E’ il nome della barca con cui Francesca va a zonzo per l’Egeo, il libro me l’ha dato lei, m’ha pure dato un po’ di dritte per la rotta, io in cambio le insegno la differenza fra il teflon e i taglieri Ikea.
4) Il mare di Icaro, Goran Schildt.
L’autore è un architetto finlandese che dalla fine degli anni ’40 ha navigato tutte le estati in Mediterraneo con la sua barca a vela. Di lui ho letto Vent’anni di Mediterraneo, uno splendido affresco su un mondo fatto di piccoli villaggi di pescatori divenuti poi negli anni centri vacanza strangolati dal turismo. M’è piaciuto talmente tanto che questo, appena pubblicato, l’ho preso ad occhi chiusi. Aprendolo mi sono accordo che parla di una navigazione verso Istanbul, perfetto quindi per me!









